Chi è il Ghostwriter o scrittore ombra?

Ghostwriter, quante volte avete sentito questo termine e vi siete chiesti cosa mai possa significare. In effetti, se si analizza attentamente l’etimologia della parola, si può facilmente comprendere chi sia il Ghostwriter e di cosa si occupi nello specifico.
Ma è bene procedere un passo per volta e capire, effettivamente, quali sono le differenze con altri tipi di writer e cosa serve, nel pratico, per esercitare questo tipo di professione.

Scrittore fantasma.

Come detto, analizzando il termine Ghost + Writer, si comprende che egli non è altro che una sorta di “scrittore fantasma” a tutti gli effetti.. ma cosa vuol dire questo?
In effetti, il Ghostwriter, è definito tale, in quanto scrive testi, libri, articoli, relazioni, presentazioni ecc. per conto di un’altra persona.

Questo comporta anche il non firmarsi, ma pubblicare al 100% con il nome di chi commissiona il lavoro. Strano vero?!
In realtà non tanto. Io stesso ho scritto libri per conto di altre persone, i quali sono stati pubblicati con il loro nome e dei quali essi sono i proprietari effettivi.

Il compito del Ghost è proprio questo, assicurare un’opera, un testo, un articolo che, però, risulta essere, a tutti gli effetti, redatto da un’altra persona.
Per comprendere meglio quanto detto, basta pensare a tutte quelle celebrità (attori, calciatori ecc.) che, senza aver mai scritto nulla, pubblicano un libro a loro nome. Nella maggior parte dei casi, a realizzarlo è stato un Ghostwriter.

Quali sono i vantaggi?

I vantaggi che questo tipo di attività comporta sono diversi.
Innanzitutto, per il lavoro eseguito si ottiene, naturalmente, un compenso, il quale è pattuito all’inizio della collaborazione.

In alcuni casi, poi, è prevista anche una piccola percentuale sulle vendite, nel caso in cui, il libro in questione ad esempio, venga venduto in maniera considerevole.
I prezzi per la realizzazione di opere del genere sono sicuramente molto alti (soprattutto quando si parla di personaggi importanti, ma anche per autori “anonimi”) e possono essere valutati sia in base alla lunghezza che alla tipologia dei contenuti.

C’è da dire, però, anche che, questa, non è un’attività adatta a tutti, in quanto, comporta modalità di lavoro che, come già ribadito, non sono propriamente convenzionali ma che, anzi, si distaccano un po’ da tutta quella che è la tipologia di lavoro di altri tipi di writer.

Etica e principi di un buon Ghostwriter.

Per esercitare al meglio questo tipo di professione, sono necessarie alcune qualità indispensabili, senza le quali si rischia di combinare un bel disastro.

In questo caso specifico, si fa riferimento a chi lavora come Ghostwriter specialmente nella scrittura di libri, i quali rappresentano il prodotto più richiesto a questa tipologia di professionisti.
Per realizzare una buona opera, infatti, è necessario tenere a mente alcuni punti fondamentali che aiutano a determinare la professionalità del writer stesso:

1. L’idea del cliente conta, e anche molto.

Una cosa da tenere ben fissa nella mente è che, chi ci commissiona un lavoro del genere, ha intenzione di pubblicarlo con il suo nome. Di conseguenza, il contenuto dell’opera, dovrà rispettare quelle che sono le ideologie ed i modi di pensare del cliente stesso.

E’ importante ricordare questo, in virtù del fatto che, anche se non siamo d’accordo con quanto affermato “dall’autore ufficiale” del libro, siamo tenuti a rispettarlo e a tramutare in un’opera scritta quelle che sono le linee guida forniteci.

2. Massima riservatezza.

Questo è un altro punto cruciale che caratterizza chi si accinge ad esercitare, per la prima volta, la professione di Ghostwriter.
La riservatezza è un elemento incredibilmente importante. Quando un cliente commissiona un lavoro ad un Ghost, deve avere la certezza che quell’opera sarà di sua proprietà al 100%.

E’ altamente sconsigliato, quindi, andare a dire ai quattro venti che, in realtà, gli autori del libro siete voi, ne va della vostra professionalità ed affidabilità.
Solo mantenendo un profilo basso ed eseguendo “nell’ombra” appunto, il lavoro, si potrà dare prova di grande competenza ed essere classificati come writer di un certo calibro.

Anche se la tentazione di darsi il merito di libri ben riusciti è tanta, è necessario mantenere il proprio ruolo e tenersi per se questo tipo di inutili rivelazioni.

3. Non si scelgono gli argomenti.

Si parla, in questo caso, di libri, ma anche di articoli o testi di qualsiasi genere. Le argomentazioni che si tratteranno, chiaramente, non si potranno decidere.
Fin tanto che si parla di un proprio romanzo o libro incentrato su tematiche che si conoscono bene, il discorso è diverso, in quanto, è lo scrittore, in prima persona, ad indirizzare la sua opera in una certa direzione.

Nel caso del Ghostwriter, invece, non si ha questa possibilità e ci si deve attenere a quelle che sono le linee guida fornite da chi commissiona il lavoro.
In questo caso, i consigli che mi sento di dare e che a me hanno aiutato molto sono due:

  • Informarsi molto sull’argomento: Comunque parliamo di un libro, il quale deve essere preciso e trattare tutte le tematiche in maniera approfondita. Di conseguenza non ci si può accontentare di una conoscenza superficiale o incompleta.
  • Comprendere qual è il punto di vista del cliente: Un argomento può essere trattato sotto molteplici punti di vista. Un buon Ghostwriter deve saper comprendere (tramite domande approfondite) quello che il cliente vuole ed in che modo vuole trattare l’argomento in questione in modo da mettere in risalto la sua visione del mondo e ciò che vuole comunicare al lettore.

 

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Federico Capuano

Autore e Collaboratore presso diverse redazioni online in particolare mi occupo di scrittura e copywriting con revisione e stesura di testi in ottica SEO. Scrivo praticamente da quando ne ho memoria e grazie a tanto impegno, dedizione e continui miglioramenti sono riuscito a rendere la mia passione un lavoro.

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